Politica
24.10.2017 - 17:030
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

E se tramite airB&B si ospitasse un terrorista? Come la mettiamo con la concorrenza? Galeazzi, Beretta Piccoli e Quadranti vogliono regolarizzare un settore in crescita

Spesso, chi affitta camere lo fa anche all'insaputa del locatario e non paga la tassa di soggiorno. In Ticino, a fine giugno erano registrate quasi 900 strutture, con 2'462 posti letto, una capacità di accoglienza che raggiunge il 15% del settore alberghiero. I tre deputati intravvedono i pericolo

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BELLINZONA – Nella loro mozione, l’hanno chiamato un fenomeno da “albergatori fai da te”, in gergo si chiama airB&B: si affitta una parte della propria casa a dei vacanzieri, spesso via Internet. Ma non esenti da rischi, sia per quanto concerne la sicurezza (non si conosce l’identità di chi alloggia), l’edilizia, la concorrenza per gli albergatori, e vanno regolamentati in qualche modo.

Tiziano Galeazzi, Sara Beretta Piccoli e Matteo Quadranti fanno notare come in alcune grandi città questa usanza sta creando tensioni con gli albergatori, che si vedono ovviamente comparire una concorrenza nuova di zecca. Spesso, oltretutto, si affittano locali all’insaputa del locatario, e senza sottostare a leggi che sono rigide per quanto concerne hotel e simili.

Anche in Ticino il fenomeno sta prendendo piede. Secondo il democentrista, la pipidina e il liberale, “a fine giugno 2017 erano registrate 897 strutture, per un totale di 2462 posti letto, ovvero una capacità di accoglienza che raggiunge il 15% di quella del settore alberghiero. Tramite un mandato esterno, l’ente turistico del Luganese, ha potuto constatare l’esistenza di circa 2000 oggetti”. E attraverso la rete potrebbero nascere altre realtà del genere, basti pensare a Uber. Se in altri cantoni svizzeri, come Basilea, Zurigo e Zugo, si riflette su una tassa di soggiorno per arginare o almeno regolarizzare gli airB&B, da noi nessun passo è ancora stato fatto.

Eppure, chi affitta delle stanze non prende in considerazione la tassa di soggiorno “che comporta un’iscrizione e pagamento con annuncio agli uffici preposti anche  per una statistica reale della situazione numerica e suo sviluppo), aspetti relativi alla fiscalità (“ammanchi nel riscuotere redditi da attività lucrativa e degli oneri sociali AVS, da non escludere possibili violazioni sul lavoro in nero e/o dumping salariale per essere privo di normative CCNL”), di sicurezza (“senza il controllo degli ospiti da parte degli affittuari, non vi sono verifiche o notifiche che possano eventualmente individuare persone ricercate o criminali, come successo in Francia con i seguaci dell’ISIS, così come il fenomeno della prostituzione altro tema delicato e mai quantificato”) e di edilizia (“rischio di una possibile di crescita speculativa immobiliare degli affitti o costruzione di immobili con l’unico scopo di affittare tramite sistema airB&B o simili). Inoltre, rischia di creare una “concorrenza impari tra il settore alberghiero e il settore privato, che utilizza questo sistema di affitto.

Per di più, senza essere a conoscenza esattamente del numero preciso di locali, camere e appartamenti in uso, con quindi nessuna ripartizione dei costi equilibrata tra chi ci vive annualmente e chi è di passaggio)

Dunque, i tre chiedono, con la loro mozione, al Governo di “analizzare e monitorare sistematicamente lo sviluppo di questi fenomeni (online e non), per quanto attiene le svariate problematiche connesse (elencate sopra)” e “regolamentare, eventualmente aggiornando o ampliando leggi e/o normative già in vigore o con delle nuove, affinché si tutelino i vari settori toccati da queste nuove realtà socio-economiche”.

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