Politica
08.05.2018 - 15:140
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Zali e Pronzini non se le mandano a dire, "la smetta di darci degli arroganti". "Non mi fanno paura le sue minacce". Ma in pochi accettano una discussione generale, "sarebbe solo spettacolo"

Acceso scambio di battute fra il deputato MPS e il presidente del Governo: il primo non è soddisfatto delle risposte, delle citazioni di leggi, del secondo, a una sua interpellanza sulle pensioni. Pinoja:" c'è una sottocommissione sul tema, fateci lavorare! Hai pronti altri 150 atti parlamentari?"

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BELLINZONA – “La smetta, adesso e per tutto l’anno, di usare il termine arrogante riferito a me e ai colleghi, chiaro?”. “Lei non mi fa paura, le sue minacce non mi fanno né caldo né freddo, noi parlamentari siamo l’autorità di vigilanza. Io pongo domande, se non vuole rispondere, non c’è problema, la responsabilità è sua. Studiando le cose, penso che lei più intelligente di me sulle leggi, se vedo quanto messo in piedi penso che lei abbia una mente molto approfondita nelle questioni giuridiche e lo usa per questioni personali, io sono più ingenuo”.

Zali contro Pronzini, atto ennesimo. Il tema è, ancora una volta, quello del cosiddetti privilegi dei Consiglieri dei Stato. E il deputato dell’MPS ha chiesti una discussione generale, respinta con 54 voti contrari, 10 favorevoli e 4 astenuti.

“Come abbiamo visto con rimborsi, le retribuzioni sono di competenza del Gran Consiglio. Sul tema pensioni il Consiglio di Stato si è arrogato il diritto di decidere per conto proprio su diversi punti: la rendita sostitutiva AVS, l’ammontare del riscatto, la possibilità di ottenere dalle casse dello stato importi per propria abitazione primaria”, spiega Pronzini, quando arriva il momento di rispondere alla sua interpellanza, prima di spiegarle e sottolineare di voler sapere se “ vi siano stati casi in cui dei Ministri durante il periodo in cui erano in carica si sono fatti dare importi per acquistare casa e su che base, e cosa è successo dopo con la rendita?”.

Claudio Zali ha risposto in modo sintetico, citando le basi legali del calcolo della somma di riscatto, e precisando che i Ministri hanno gli stessi diritti dei dipendenti dello Stato.

Pronzini si è infuriato, “non c’è volontà di rispondere. Chiedo discussione generale. Le questioni da discutere sono due: chi decide sulle retribuzioni e le pensioni dei Consiglieri di Stato? O si applica la legge sugli onorari o si applica la legge sulla cassa pensione. Come sui rimborsi, il Governo si rifiuta di rispondere e di far conoscere gli immensi privilegi di cui si è dato il diritto di avere. Senza discussione, finisce come coi rimborsi, quando si disse che il Parlamento sapeva”.

Al che è arrivato lo scambio di battute, accese, riportate all’inizio.

Per quanto concerne la discussione generale, Alex Farinelli, capogruppo del PLR ha detto che sarebbe stata utile solo per uno spettacolo, la leghista Amanda Rueckert si è accodata, così come il verde Francesco Maggi.  Gabriele Pinoja ha fatto notare come “ nel suo intervento Pronzini parla di privilegi, cose false. I Ministri sono retribuiti per  illavoro che fanno. Mettere in dubbio che tutto ciò che è fatto è sbagliato è un diritto ma non è la prima volta che vengono date risposte con riferimenti chiari nelle leggi, basta mettere in dubbio tutto! C’è una speciale sottocommissione che si sta occupando dei rimborsi e della cassa pensioni, dato che ne faccio parte vorrei lavorare ma con le continue interruzioni di Pronzini non possiamo farlo. Stiamo cercando una soluzione, basta interrompere o allungare le cose. Ha pronti altre 150 atti parlamenti per mettersi in luce per le elezioni?”

A sua volta, il pipidino Agustoni si è detto contrario alla discussione, facendo però notare a Pinoja che “ se da quest’aula siamo confrontati da mesi con discussioni sui privilegi, non è solo per colpa di Pronzini Facciamo attenzione a essere sbrigativi su un tema sensibile che tocca il rapporto di fiducia fra cittadini e istituzioni politiche”.

Favorevoli alla discussione generale il socialista Ivo Durisch, che ha insistito su come si debba sistemare la questione in merito alla cassa pensioni dei Ministri, e Germano Mattei, che si è detto “deluso dall’intervento del presidente del governo. Non siamo tutti giuristi. Non è il modo di rispondere al Parlamento, lei critica Pronzini per i toni, a volte danno fastidio anche a me, però il Parlamento merita qualcosa in più. Se citate qualcosa, delle leggi, andate fino in fondo, date le risposte necessarie, quelle che possiamo capire, anche a costo di stare un’ora alla tribuna”.

Parola ancora a Pronzini, che sottolinea come a suo avviso “il punto di partenza è che il Consiglio di Stato non ha risposto alle domande semplici che avevo posto, volutamente, citando leggi a vanvera. C’è arroganza, oltre ad una pericolosissima sudditanza dei partiti che si sono espressi, malsana per la democrazia. C’è una coda di paglia, ci sono privilegi che fanno a pugno coi cittadini, col vostro atteggiamento continuate a delegittimare la politica!”.

La votazione è stata però netta.
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