IL BLOG DI DON GIANFRANCO
"Ticino caro, paese mio… Se la Chiesa piange, lo Stato non ride!"
Don Feliciani: "In queste settimane il sorriso sembra scomparso dal cuore del nostro amato Cantone. Un senso di frustrazione e di amara rassegnazione opprime l’intimo di tante persone"
TiPress/Francesca Agosta

di Don Gianfranco Feliciani

Il nostro maestro di scuola elementare – erano gli anni 60 – a noi ragazzi aveva insegnato un canto popolare dal sapore patriottico che non ho mai dimenticato: “Ticino caro, paese mio, un bene immenso ti voglio anch’io… Sei la terra più del mondo, hai nel cuore un sorriso profondo. Lieti cantano i tuoi campanil: terra gentil, terra gentil”. Ma in queste settimane il sorriso sembra scomparso dal cuore del nostro amato Cantone: la Chiesa piange, dopo l’arresto di un suo sacerdote, e anche lo Stato non ride, dopo le denunce tra i giudici del tribunale. E se poi diamo un’occhiata a quanto succede nel mondo, c’è poco da stare allegri: guerra, ingiustizia e corruzione sembrano divampare invece che spegnersi.

Un senso di frustrazione e di amara rassegnazione opprime l’intimo di tante persone. Anche il problema dei cambiamenti climatici contribuisce ad alimentare il pessimismo: tutto è diventato “anomalo”! Il caldo insopportabile provoca siccità e i temporali alluvioni devastanti. E sappiamo che sarà sempre peggio! Questo drammatico scenario – il colpo di grazia ce l’ha dato il covid – ha completamente ribaltato il nostro modo di pensare. Fino a ieri eravamo invasi dall’ottimismo di una giovinezza perenne, fiduciosi in una crescita economica inarrestabile e in una scienza che avrebbe assicurato a tutti il paradiso sulla terra. Ora la nostra fantasia si concentra invece sull’idea di una catastrofe che prima o poi ci estinguerà tutti.

Ha detto papa Francesco in una recente catechesi: “Il simbolo del diluvio universale sta guadagnando terreno nel nostro inconscio”. L’attuale e formidabile sfida ha almeno il potere di “affratellarci tutti”: credenti o non credenti siamo tutti sulla stessa barca! Ma dove trovare speranza e coraggio? Come liberarci dalla rassegnazione che peggiora le cose, ma anche dalle facili utopie politiche o sociali che sfociano così spesso nella violenza e nell’interesse dei furbi? Madre Teresa di Calcutta ci indica la via: “L’amore comincia a casa: prima viene la famiglia, poi il tuo paese o la tua città… Non sapremo mai quanto bene può fare un semplice sorriso… Ciò che conta non è fare molto, ma mettere molto amore in ciò che si fa… Ciò che stiamo facendo è solo una goccia nell’oceano. Ma se quella goccia non fosse nell’oceano, credo che l’oceano sarebbe più piccolo a causa di quella goccia mancante”.

Nell’oceano inquinato del mondo ognuno di noi è chiamato a diventare una goccia d’acqua pulita!

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