POLITICA
"Do you know stato di diritto?": Meloni si smentisce su Crans. E le figuracce del Vallese
A Liscio e Macchiato analizziamo gli sviluppi dell'inchiesta giudiziaria e della crisi diplomatica sulla tragedia al Constellation
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Apriamo l’edizione odierna di Liscio e Macchiato https://www.youtube.com/watch?v=qsJfFdlDMRA, mercoledì 28 gennaio, con uno spezzone di intervista che oggi suona quanto mai attuale. È quella rilasciata a Porta a Porta nella primavera del 2024 dalla premier italiana Giorgia Meloni sul caso di Ilaria Salis, allora incarcerata in Ungheria. In quell’occasione Meloni spiegò, con la frase “Do you know stato di diritto?”, che il governo italiano non poteva intervenire sull’autonomia di un altro Stato sovrano. Evidentemente Ilaria Salis non era della “area giusta”, mentre il presidente ungherese Viktor Orbán sì.

Restiamo a Crans-Montana, dove dopo giorni di silenzio è tornato a parlare il sindaco Nicolas Féraud. Dopo la disastrosa conferenza stampa del 6 gennaio, in un’intervista all’Agenzia telegrafica svizzera ammette di aver sbagliato a non chiedere scusa subito per la tragedia. Dice testualmente che sarà il Ministero pubblico a stabilire le responsabilità di ognuno, “inclusa la mia”, e che è pronto ad affrontarle.

Direttanti allo sbaraglio, nuova puntata: ieri la NZZ ha rivelato un altro elemento inquietante: le registrazioni di oltre 250 telecamere pubbliche di Crans-Montana sono state cancellate a ridosso dei tragici eventi. La polizia cantonale ha messo in sicurezza le immagini del 1° gennaio, dalla mezzanotte alle sei del mattino, ma la Procura pubblica del Vallese voleva anche quelle del 31 dicembre e quelle del 1° gennaio dopo le sei. Dalle indagini della NZZ emerge però che il Ministero pubblico si è rivolto al Comune solo il 15 gennaio per chiedere le registrazioni complete, quindi una settimana dopo la loro cancellazione automatica.

Sul piano politico il ministro degli Esteri Antonio Tajani ammorbidisce i toni ma non cambia la sostanza: l’ambasciatore Gian Lorenzo Cornado resta a Roma e non tornerà a Berna, dice, finché non ci saranno chiarimenti sulle investigazioni comuni richieste dall’Italia e sulla cauzione di 200.000 franchi che ha portato alla scarcerazione di Jacques Moretti. Secondo Tajani quella cauzione avrebbe dovuto essere di almeno un milione.

Chiudiamo con l’intervento di Norman Gobbi, che ieri ha pubblicato su Facebook una lunga riflessione sul caso e sul comportamento dell’Italia: ne riassumiamo i passaggi principali. Gobbi sarà anche ospite questa sera alle 19.30 a Matrioska, insieme agli avvocati Tuto Rossi ed Emanuele Stauffer, al giornalista Sergio Savoia, all’inviato del Corriere della Sera Giuseppe Guastella e alla giornalista italiana Hoara Borselli.

 

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