Politica
06.11.2017 - 15:540
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Beltraminelli e l'agente sospeso, "ha deciso Securitas senza pressioni di Bernasconi. La responsabile del servizio richiedenti l'asilo in copia perché..."

Il Ministro, rispondendo a varie interpellanze, ha affrontato il tema dell'agente sospeso cautelativamente. "Si volevano fare delle verifiche, dato che i documenti di cui dicevano fosse la mente contenevano informazioni su una presunta vacanza pagata a una funzionaria"

BELLINZONA – Svariati i temi legati ad Argo 1 toccati dalle risposte dei Ministri Beltraminelli, Vitta, Gobbi e Bertoli per quanto concerne la replica a tre interpellanze, due di Matteo Pronzini dell’MPS e una di Ivo Durisch del PS.

Gli argomenti spesso si sono mescolati, facendo sì che i Consiglieri di Stato rimandassero a risposte già date. Per chiarezza nel riferirvi distinguiamo i vari filoni.

Molti interrogativi vertevano sull’agente della Securitas, ex Argo, sospeso e poi reintegrato, tacciato di essere una gola profonda dei sindacati e di aver fornito informazioni alla stampa. Un’email di Renato Bernasconi, del DASF, pareva far credere che sia stato lui a chiedere la sospensione cautelativa.

Paolo Beltraminelli ha spiegato che esistono contatti regolari con la Securitas, che si occupa di garantire la sicurezza all’interno dei centri per asilanti, e che la guardia è alta dopo quanto accaduto con Argo 1. “Dopo l’articolo in cui si definiva questo agente come la mente della documentazione arrivata anche ai media, si è pensato di fare delle verifiche, visto che per esempio in questo documento si parlava di presunte vacanze pagate a una funzionaria del DSS. Non si trattava di una sospensione ma di uno spostamento (poi Securitas disse che non poteva impiegare altrimenti l’uomo, ndr). È stato il suo datore di lavoro a decidere e non il DASF: Securitas ha scelto autonomamente, senza alcuna pressione”. Per quanto lo riguarda, afferma di non essere stato a conoscenze né della email di Bernasconi (“che è stata un’ingenuità ma lo scopo era solo quello della condivisione per scoprire la veridicità delle informazioni”) né della decisione, come non lo era nessun altro funzionario del DSS.

La responsabile del servizio richiedenti l’asilo è stata messa in copia nell’email poiché “è stata informata come accade sempre per tutti gli aspetti operativi del settore”.

Su Renato Bernasconi, Christian Vitta ha spiegato che, quando lavorava al DFE, non era a conoscenza, per sua stessa ammissione, del mandato assegnato ad Argo 1 e delle fatture emesse dall'agenzia di sicurezza.


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