Politica
06.11.2017 - 17:110
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

"Come potete dire che non ci sono state pressioni sulla Securitas?". "Beltra, ma che Dipartimento è?". "Non fate bella figura!". Il Gran Consiglio insorge, "vogliamo risposte!"

Matteo Pronzini ha chiesto una discussione generale, e i deputati si sono scatenati, "in giro ci chiedono cosa succede e non lo sappiamo". Bertoli, "la discussione generale non serve per porre altre domande". Infine Gianora trova un compromesso e si risponde a alcune, ma c'è insoddisfazione

BELLINZONA – Matteo Pronzini, insoddisfatto delle risposte ricevute alle sue interpellanze, ha chiesto una discussione generale.

E in aula si è scatenato il finimondo, con deputati di tutti i partiti che prendevano la parola per porre un altro fiume di domande, da quella base da cui  è partito il caso “ma perché Argo?” ad alcune sulla risoluzione governative che non c’era, dalla distinzione fra vacanza e cena di Bormio alla famosa email. In molti hanno insistito su questo tema, leggendo il testo in cui Bernasconi chiedeva di sospendere l’agente, incalzando il Governo su come esso possa sostenere che in realtà la decisione sia stata di Securitas, senza pressioni.

Qualcuno, in particolare Robbiani, ha parlato di licenziamenti dei funzionari che hanno sbagliato, Balli ha richiamato Beltraminelli perché, dopo quanto successo, non sapeva dell’email e di quanto successo: “ma che Dipartimento è?”.

“Qualcuno avrà sbagliato o no? Ditelo, finalmente!”, l’urlo liberatorio di alcuni gran consiglieri.
In diversi hanno precisato di sentirsi spesso chiedere, in giro, che cosa sia successo realmente, e di non avere risposte: le stesse che vogliono oggi dal Governo e che non arrivano.

Il Consiglio di Stato si trincera dietro alla legge che dice che una discussione generale non è il momento per porre nuove domande, altrimenti non se ne esce più, come precisa Bertoli. Li sostiene il capogruppo pipidini Agustoni, “ponete domande precise”.

Ma tutti vogliono sapere. “Se il Governo non vuole dare risposte non fa certo una bella figura. La credenza dell’Esecutivo è stata messa a dura prova negli ultimi sette mesi. Non è accettable dire che le fughe di notizie consentono alla stampa di fare il suo lavoro”, è tuonato poi Alex Farinelli, del PLR.
Il collega Morisoli ha sostenuto di aver visto un tremendo imbarazzo sui visi dei Ministri, “hanno ingoiato troppi rospi e la vicenda non è chiarita, mi aspettavo di più”.

Per il leghista Daniele Caverzasio “è la sagra del pressapochismo, con risposte deludenti. Parliamo di responsabilità politiche, non di ingenuità”.

Non trovando via d’uscita tra chi incalzava con domande e i Ministri che non volevano farlo, il Presidente del Gran Consiglio ha chiesto una pausa, riunendo i capogruppo: si è quindi deciso di far rispondere ad alcune domande.

Paolo Beltraminelli è poi tornato per l’ennesima volta sulla presenza di Dadò alla riunione con la compagna funzionaria del DSS con Bernasconi. “Non era presente come presidente. Non lo so se è prassi che un compagno assista a una riunione, non mi è mai capitato di essere stato confrontato con un caso simile”.

A Pamini che aveva chiesto la distinzione fra vacanza e cena, Beltraminelli ha aggiunto che “giravano voci di possibili vacanze in altri luoghi”, su cui non c’è riscontro. “Infatti si è scavato per capire se la questione era relativa solo a Bormio”.

Gobbi, sollecitato su una possibile denuncia di Sansonetti già avvenuta prima del caso Argo 1,  ha ribadito che “vale il segreto istruttorio. Non possiamo divulgare informazioni se anche fosse stato così”.
Infine, la discussione generale è stata chiusa. Sono le 17.10 e sinora si è parlato solo di Argo: il prossimo passo sarà discutere della commissione parlamentare d’inchiesta.
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