Politica
13.03.2018 - 09:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Il rapporto dell'Ufficio Presidenziali sui rimborsi, "condividiamo l'idea che non ci sia stato dolo, nemmeno eventuale. Ma il Gran Consiglio ha collaborato con il Ministero"

I deputati hanno ricevuto ieri sera il documento redatto dall'UP, che non dubita delle conclusioni a cui è giunto Noseda e invita il plenum a non voler fare ricorso. Non condivide però le critiche per il materiale mancante, che, sostiene, non in un primo momento non era stato richiesto

BELLINZONA – Archiviata La scuola che verrà, col via libera alla sperimentazione, oggi sarà un’altra giornata ad alta tensione in Gran Consiglio, dove si discuterà ancora del caso dei rimborsi, con il Governo che dovrà rispondere alle ulteriori domande di Pronzini e discutere un eventuale ricorso contro il decreto di abbandono.

L’Ufficio Presidenziale ha redatto un rapporto in merito alla seconda decisione di Noseda, che ha inviato nella serata di ieri serata a tutti i deputati. La convinzione, secondo le leggi, è che la scelta se ricorrere o meno, che va presa in dieci giorni, esuli dalle “competenze organizzative, amministrative e gestionali” che gli spettano. Dunque, dovrà decidere il plenum e farlo a scrutinio segreto. Servirà la maggioranza assoluta.

Per quanto concerne l’opinione dell’UP stesso, essa è chiara: consiglia al Gran Consiglio di non ricorrere.

“Per quanto gli consti, l’UP non ha motivo di dubitare che il decreto di abbandono qui in discussione sia fondato su un accertamento esatto e completo dei fatti giuridicamente rilevanti e in particolar modo dei nuovi elementi emersi che hanno condotto alla riapertura del procedimento. Può anche condividere le conclusioni del Procuratore Generale circa l’assenza di dolo, anche eventuale, da parte degli interessati”, si legge.

Il rapporto esterna poi “molta sorpresa” sui rilievi critici di Noseda, che lamentava “una carente ed incompleta evasione di ordini di autorità indirizzati ad autorità legislative, esecutive e amministrative” sull’acquisizione dei documenti. “Al riguardo è doveroso precisare che anteriormente al primo decreto d’abbandono del 14.2.2018 il Procuratore Generale non aveva indirizzato alcuna richiesta di documentazione al Gran Consiglio né ai suoi ordini o servizi”, è scritto. Le richieste sono state del 22.2.2018 e del 1.3.2018, “rivolte simultaneamente dal Procuratore Generale al Cancelliere dello Stato, al Segretario Generale del Gran Consiglio e al Direttore del CCF” e a quel punto “i servizi del Gran Consiglio, fatte le necessarie verifiche, hanno messo celermente a disposizione del Ministero pubblico la documentazione in possesso del Gran Consiglio, dei suoi organi e dei suoi servizi. Non si ravvisa quindi alcuna mancanza di collaborazione, almeno per quanto concerne il Gran Consiglio, i suoi organi e i suoi Servizi”.

Dunque, per l’UP non si deve impugnare il decreto, ma viene comunque sottolineato che esso non pregiudica in alcun modo “l’esercizio dell’alta vigilanza sul Consiglio di Stato in relazione agli aspetti amministrativi della vicenda (…), né eventuali conseguenze civili o amministrative derivanti dalla stessa”.

Oggi se ne discute in aula. Sarà un tutti contro tutti?
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