Politica
06.11.2017 - 15:000
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Le bombe di Pronzini. "Per fortuna Blotti era esperto di politica economica... Poi è arrivato un amico di Beltraminelli. Quel giovane asilante fu torturato"

Introducendo la sua interpellanza, il deputato dell'MPS parla di "enorme scandalo" e punta il dito sul DASF, su Blotti e su Renato Bernasconi, oltre che sull'episodio che ha fatto scalpore al centro di Camorino. Bertoli concorda, "se è andata così non è da paese civile"

BELLINZONA – La prima interpellanza in merito al caso Argo 1 su cui il Governo deve rispondere è quella di Matteo Pronzini, che l’ha presentata con parole durissime.

“Ringrazio la stampa per aver tenuto viva la vicenda che sennò sarebbe finita in niente”, esordisce. “Questo enorme scandalo non è frutto di errori ma di un sistema aziendalistico: pensiamo alle assunzioni senza competenze ma per altri criteri. Oppure alle leggi che valgono quel che valgono. Si è forti per le amicizie che si hanno, si sfruttano posizioni per questioni partitiche. E oltre alla delegittimazione del Governo, i danni si ripercuotono sulle persone, come successo coi maltrattamenti a Balerna e al caso Sant’Anna, in questo caso asilanti”.

Richiama un atto parlamentare dell’UDC che chiedeva come mai Claudio Blotti era stato assunto alla direzione della Divisione Azione Sociale e Famiglie. “Fu risposto che aveva competenze in economia politica. E meno male, visto che quando ha sentito puzza di bruciato è scappato. E ci sarebbe da dire qualcosa anche sul fatto che oggi lavora alle FART. Poi chi è arrivato? Renato Bernasconi, un amico di Beltraminelli, basta vedere le foto su Facebook”.

E infine ricorda il caso di maltrattamenti al giovane asilante di Camorino. “È rimasto incatenato, nudo, alla doccia per ore e schernito: se questo è il livello per torturare giovani, andiamo verso le barbarie. Chiedo scusa a chi ha subito queste torture”.

Sul tema, Manuele Bertoli ha detto che se è andato davvero cosi, sono metodi non da paese civile.
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