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Politica
21.02.2018 - 12:250
Aggiornamento : 19.06.2018 - 15:43

Rimborsi dei Ministri, non è reato penale. Pronzini non molla, "non si riuscirà a nascondere la loro arroganza e la loro ingordigia"

John Noseda ha firmato un decreto di abbandono pur non risparmiando le critiche ai Consiglieri di Stato. A suo avviso, hanno letto la questione relativa ai loro rimborsi senza approfondirla. Per il deputato, bisogna capire se in qualche modo hanno ricevuto i rapporti del Controllo Cantonale delle Finanze

BELLINZONA – Non c’è reato penale, però John Noseda non risparmia le critiche al Governo. A lanciare le accuse era stato Matteo Pronzini dell’MPS, secondo cui i Ministri negli anni avevano intascato, con i rimborsi, 1,75 milioni dal 1999 ad oggi senza base legale.

Il Procuratore ha firmato un decreto d’abbandono, dunque dal lato penale la questione si chiude qui. Secondo Noseda, i Consiglieri di Stato non avrebbero approfondito le norme, e non avrebbero poi verificato se le procedure d’applicazione erano conformi alla legge. Nelle nove pagine del rapporto, comunque, non è affatto tenero verso i cinque.

Per il coordinatore del Movimento per il Socialismo Pino Sergi, interpellato da La Regione, il dossier confermerebbe comunque quanto sostenuto da Pronzini: insomma, le accuse amministrative non sono affatto cadute, ed anche la questione politica è ancora aperta.

Ora l’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio dovrà leggere e discutere il rapporto di Noseda. Pronzini non ha perso tempo e ha inviato una missiva. Lo scopo dell’MPS è avviare una discussione sul tema, non viene specificato se la richiesta di risarcimento proseguirà o no.

Per il deputato, centrale è “la necessità di verificare se i singoli Consiglieri di Stato abbiano ricevuto direttamente e/o per interposta persona i rapporti del Controllo Cantonale delle Finanze. Se ciò fosse stato il caso la responsabilità dei Consiglieri di Stato sarebbe chiara e lampante. Ma questi giochetti non nasconderanno al popolo l’ingordigia e l’arroganza dei Ministri”.
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